Da sola, in sedili per due,
intanto gli altri si tengono per mano e
si dichiarano promesse proibite
con gli occhi
mentre al massimo io ti bramo da lontano.
Spero un giorno tu ti renda conto
di quanto potrei darti se solo lo volessi,
anche se finisco a guardare la luna
perché posso solo immaginarlo.
Tu sei la mia metà perfetta ma io non sono la tua,
farei di tutto per starti accanto
ma di questo rimane qualche foto e un foglio bianco.
Sono sola in questa vita non perché non posso
ma perché non mi va se non sei con me
ed è un limite doloroso
non riuscire a dire ti amo
a nessun altro.
E penso a me e a te,
non a un noi,
perché un noi non c’è mai stato
e le dipendenze mi distraggono.
Ma in realtà, penso comunque
che neanche
quelle sono più abbastanza,
e fa male che a te non lo faccia
ma non ci posso fare nulla,
perché non posso obbligarti ad amarmi.
Provo continuamente a dimenticare
però proprio quando ci sono vicina
mi attraversano i mille ricordi
di cui non so neanche se tu ti ricordi
ogni ora, ogni minuto, ogni secondo.
Purtroppo starai bene, forse, anche meglio senza di me,
ma rimani il mio tutto anche da lontano.
Attraverso la poesia possiamo tracciare il cammino verso il nostro io più profondo per ritrovare noi stessi e accendere la luce che brilla nella profondità della nostra anima. Ci sono alcuni momenti della vita in cui sentiamo che ci hanno spezzato il cuore in mille pezzi, che i nostri pensieri sono andati in frantumi e che il nostro corpo è sfinito, senza forze. Con estrema fatica cerchiamo di alzarci dal letto, di aprire gli occhi e ci immergiamo, quasi dovessimo essere risucchiati dalle sabbie mobili, nelle profondità del nostro dolore, nell’abisso della nostra sofferenza. Sentiamo che un appiglio non si può trovare facilmente, che la tempesta resterà con noi per giorni, mesi, anni o per sempre. In questi momenti solo la poesia è l’antidoto per calmare il dolore che ci affligge, e questo perché parte del nostro profondo malessere troverà conforto in essa e grazie ad essa.